Il 30 giugno 2026 a Shenzhen UBTECH ha presentato la serie UWORLD U1, tre robot umanoidi venduti come dispositivi di compagnia emotiva per adulti, e ha chiuso la giornata con 13.361 prenotazioni contro i 1.079 umanoidi a grandezza naturale che aveva venduto in tutto il 2025. Le prenotazioni sono caparre rimborsabili da 3.000 yuan, oltre 11.000 delle quali versate prima che i prezzi fossero noti, e secondo chi era presente vengono in maggioranza da sale espositive e programmi di acquisto pubblici, non da privati. I quattro prezzi vanno da 119.800 a 990.000 yuan, con la versione femminile del modello di punta a 110.000 yuan meno di quella maschile. Nessuno dei tre modelli fa lavori domestici e tutti si ricaricano ogni 2-4 ore. Cinque giorni dopo la fine della prevendita, quando le consegne sono cominciate, il titolo ha segnato il minimo di 52 settimane.

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Undicimila caparre prima del prezzo
UBTECH vendeva 1.079 robot in un anno, poi in un giorno ha raccolto 13.361 prenotazioni
Il trenta giugno duemilaventisei, a Shenzhen, Zhou Jian sale sul palco del Global Launch Event. È il fondatore di Ubtech, l'azienda cinese di robotica che quel giorno lancia il suo primo robot umanoide pensato per le case. Deve dire un numero solo, quanto costerà. Ma quando apre bocca, più di undicimila persone lo hanno già prenotato senza saperlo. Hanno versato tremila yuan a testa, circa quattrocentoquaranta dollari, per mettersi in fila. La cifra è rimborsabile, chi si tira indietro non perde nulla. Ma intanto non sanno se l'oggetto che stanno aspettando costerà quanto un'utilitaria o quanto un appartamento. Quando i prezzi arrivano, la differenza è di otto volte fra il modello più economico e quello di punta. E quella caparra di tremila yuan, che sembrava già un impegno, si riduce a poco, il due virgola cinque per cento del prezzo più basso, appena lo zero virgola trenta per cento di quello più alto. Chi ha prenotato ha messo sul tavolo una frazione minima di quello che potrebbe dover pagare davvero. I prezzi, uno per uno. Il marchio si chiama Uworld, Ubtech lo crea apposta per questo lancio, come sua prima linea pensata per le case, e comprende tre modelli. Il Lite, un mezzo busto che non si muove da terra, costa centodiciannovemilaottocento yuan. Il Pro, corpo intero, sale a centosessantanovemilaottocento. L'Ultra, il più dinamico, arriva a novecentonovantamila yuan nella versione maschile e ottocentottantamila in quella femminile, due prezzi diversi per lo stesso robot, a seconda del corpo che sceglie chi compra. Il comunicato dell'azienda lo chiama il primo robot umanoide ultra-bionico a grandezza naturale prodotto in serie al mondo. Sul palco, per dimostrarlo, il robot balla un valzer con una ballerina in carne e ossa. Ma New Atlas, la rivista che segue la robotica ed era in sala quel giorno, scrive che in quella scena non c'era niente di particolarmente dinamico, i movimenti erano lenti, un po innaturali. E aggiunge un dettaglio che nel comunicato non compare, nessuno dei robot mostrati sul palco ha camminato da solo. A fine giornata, il conto delle prenotazioni è tredicimilatrecentosessantuno. E il mercato reagisce prima ancora che un solo robot venga consegnato, il titolo di Ubtech, quotato a Hong Kong, tocca durante la giornata un guadagno del diciassette per cento e chiude a più sette virgola quarantotto. A Francoforte sale del dodici virgola trentotto per cento, fino a undici euro e ottanta.
Niente faccende, solo compagnia
La scheda con cui questa azienda registra il prodotto presso le autorità dice, in sostanza, dispositivo di compagnia emotiva per adulti. E la frase con cui lo vende ai clienti è ancora più diretta, niente lavori domestici, solo compagnia. Ed è proprio qui che l'argomento di Zhou Jian, il fondatore dell'azienda, comincia a scricchiolare. Per difendere il prezzo ha detto che se un robot sa fare le faccende di casa, offrire compagnia emotiva e avere un aspetto gradevole, allora chiedere fra centomila e duecentomila yuan non è eccessivo. Tre condizioni messe in fila. E la prima, le faccende di casa, è proprio quella che l'azienda stessa ha appena escluso dal prodotto. Quella forbice di prezzo, poi, non è nemmeno tutta la gamma disponibile, copre solo le due versioni più economiche. La versione di punta costa cinque volte tanto. Il responsabile del marchio ha rilanciato ancora più in alto. La compagnia fra un uomo e un robot, ha detto, è il primo caso nella storia umana di un bisogno che non si può rimandare, quello che in Cina si chiama domanda rigida, la stessa categoria in cui rientrano la casa o l'istruzione, con un valore emotivo che non ha limiti. È una frase che sposta il terreno del giudizio, se quel bisogno non fosse davvero così rigido, nessuna ingegneria potrebbe salvarla. E sull'ingegneria, il punto più discusso resta la batteria. Fra una ricarica e l'altra, questo robot regge dalle due alle quattro ore. All'inizio di luglio l'azienda ha risposto alle critiche dicendo che si tratta di un'autonomia tipica, oggi, per tutti i robot umanoidi a grandezza naturale del settore, e nessuno finora ha portato dati che la smentiscano. Resta però il fatto, ed è quello che conta, un compagno comprato per non restare soli è disponibile al massimo per un sesto della giornata. Che cosa si porta a casa, dunque, a ciascuno di quei prezzi. Al più basso, centodiciannovemilaottocento yuan, un busto che non cammina. Al livello intermedio, centosessantanovemilaottocento yuan, un corpo intero, ma sulla sua capacità di camminare da solo le fonti si contraddicono, un'enciclopedia online dice di no, un catalogo specializzato dice di sì, ma solo su pavimenti piani, senza scale né terreni irregolari. Attraversare una stanza in piena autonomia lo sa fare solo la versione più cara. Sempre in quei primi giorni di luglio, l'azienda ha sentito il bisogno di chiarire anche il resto, queste macchine, ha scritto, non sono fidanzati, fidanzate o partner, l'acquisto resta riservato agli adulti, e le loro capacità non arrivano fino ai rapporti intimi.
Centodiecimila yuan fra due corpi
L'Ultra maschile costa novecentonovantamila yuan. L'Ultra femminile, ottocentottantamila. Stessa gamma, stessa funzione dichiarata, e in mezzo, centodiecimila yuan di distanza, quasi quanto basta a comprare un U Uno Lite intero, da solo. È da lì che è nata la polemica sul sessismo, e la stampa finanziaria l'ha trattata come un fatto di mercato, accostandola al numero delle prenotazioni. L'azienda che produce U Uno non ha spiegato pubblicamente da dove venga quella differenza. E in tutto ciò che si può leggere su questa storia, una risposta dell'azienda non c'è. È il punto preciso in cui il prodotto smette di essere una scommessa industriale e diventa un listino, un listino che mette due prezzi diversi su due corpi diversi. Chi compra un Ultra sceglie anche questo. E lo paga, oppure lo risparmia.
Che cosa misurano 13.361 prenotazioni
Il confronto ha fatto il giro del mondo, ed è aritmeticamente vero. Il trentun marzo duemilaventisei la u-bi-tech, l'azienda cinese che produce il robot umanoide di cui si è già parlato, ha depositato alla borsa di Hong Kong i conti dell'anno prima, millesettantanove esemplari a grandezza naturale venduti in dodici mesi. Tre mesi dopo, in un solo pomeriggio, la stessa azienda ne prenota tredicimilatrecentosessantuno. Sembra il passaggio da un mercato di nicchia a un fenomeno di massa. Ma quei millesettantanove non sono l'anno normale da cui si salta, sono già un balzo di quasi trecentosessanta volte sull'anno precedente, il che vuol dire che nel duemilaventiquattro l'azienda ne aveva venduti sì e no tre. Il duemilaventicinque era il primo anno in cui la produzione toccava le quattro cifre, ed era ancora un anno in perdita, con le perdite ridotte di quasi un terzo, ma pur sempre perdite. Quello che sembra un salto enorme è in realtà il secondo salto di ordine di grandezza consecutivo, e nessuno dei due, finora, ha portato a un utile. Poi c'è la domanda su che cosa siano davvero, quelle tredicimilatrecentosessantuno prenotazioni. Non sono ordini confermati. Sono caparre, tremila yuan ciascuna, restituibili, e più di otto su dieci sono state versate prima ancora che i prezzi del robot fossero resi pubblici. Chi ha messo giù quei soldi non stava comprando un prodotto a un prezzo noto, stava comprando un'idea, perché il rapporto fra quel prezzo e le prestazioni reali della macchina non era ancora un'informazione disponibile a nessuno. E resta da capire chi, in concreto, abbia versato quella caparra. Lo racconta New Atlas, un sito americano specializzato in tecnologia, la maggior parte degli ordini di quel pomeriggio non arriva da famiglie che portano a casa un robot, ma da sale espositive e da programmi di acquisto pubblici, vetrine, enti, acquisti che rispondono a una direzione industriale che lo Stato incoraggia. L'azienda non ha mai pubblicato quella ripartizione. Ed è proprio quel numero mancante, quante caparre vengono da un ente e quante da una persona sola in casa propria, a decidere di che cosa parla davvero questa storia, di solitudine domestica, o di appalti. Su questo, i critici sollevano due obiezioni, ed è meglio non confonderle. La prima, una caparra che si può restituire non è un ricavo, è una promessa di vendita. La seconda, anche ammettendo che ognuno di quei clienti paghi fino in fondo, quell'azienda non ha mai costruito, in tutta la sua storia, niente che si avvicini a quella scala di produzione.
La solitudine che compra
Dietro il racconto di quel robot ci sono tre gruppi di numeri cinesi, e sono numeri veri, non inventati per vendere un robot. Al censimento del duemilaventi le persone con almeno sessant'anni erano duecentosessantaquattro milioni e ventimila, il diciotto virgola settanta per cento della popolazione, quasi una persona ogni cinque, in tutta la Cina. Un'indagine congiunta di più ministeri cinesi ha poi misurato che nel duemilaventuno il cinquantanove virgola sette per cento degli anziani viveva da solo oppure soltanto con il coniuge, contro il quarantanove virgola tre per cento di undici anni prima, in undici anni, da meno della metà a quasi sei su dieci. Il ministero cinese che si occupa di assistenza civile, dal canto suo, prevedeva per lo stesso duemilaventuno novantadue milioni di persone che vivono sole, salite dai settantasette milioni del duemiladiciotto. Tre numeri, tre fonti diverse, e qui va detto piano, perché è il punto che cambia tutto il racconto, questi tre gruppi si sovrappongono, non si sommano. E soprattutto non sono loro il pubblico a cui il robot viene davvero venduto. A metà aprile di quest'anno il centro studi di Tencent, il colosso cinese di internet e dei giochi online, ha pubblicato un sondaggio su duemilanovecentotré cittadini fra i diciotto e i quarant'anni. Novantotto virgola otto per cento di loro aveva già usato un'intelligenza artificiale. Il settantotto virgola quattro per cento ha detto di aver sentito che quell'intelligenza artificiale lo capiva, cosa diversa dal dipenderne, la dipendenza abituale, quella regolare, la dichiara il ventitré virgola quattro per cento. E il cinquantasei per cento preferisce confidare un pensiero difficile a un'intelligenza artificiale piuttosto che a una persona, contro appena il quattordici virgola quattro per cento che sceglie ancora una persona, quasi quattro a uno. Sono gli stessi autori del sondaggio ad avvertire che quel campione non rappresenta la Cina, è urbano, l'ottantotto per cento ha un'istruzione universitaria o più alta, e il sessantanove virgola cinque per cento ha fra i diciotto e i trentadue anni. Fotografa i nativi digitali delle grandi città. Gli anziani, in quel campione, non ci sono per come è stato costruito. Un rapporto pubblicato in febbraio dal principale osservatorio statale cinese su internet dice la stessa cosa da un altro lato, seicentodue milioni di persone in Cina avevano usato un'intelligenza artificiale capace di generare testi o immagini entro la fine del duemilaventicinque, e tre su quattro di loro avevano meno di quarant'anni. Chi ha commentato quel robot su Weibo e su Xiaohongshu, i due social network cinesi dove il robot è diventato un caso, apparteneva esattamente a quel mondo lì, giovane, urbano, sempre online, e lo ha descritto come una valvola di sfogo, un modo per scaricare l'attrito delle relazioni con le altre persone. Gli anziani che il robot promette di accompagnare sono, invece, esattamente quelli che non lo riceveranno mai, l'unico modello capace di camminare da solo per casa costa novecentonovantamila yuan.
La regola era già scritta
Il quindici luglio duemilaventisei succedono tre cose nello stesso giorno. Si chiude la prevendita dell'u uno, il robot compagno di cui si è già detto. Entrano in vigore le misure provvisorie per l'amministrazione dei servizi di interazione basati su intelligenza artificiale che simulano un rapporto affettivo, il primo corpo di regole al mondo pensato apposta per questo tipo di tecnologia. E lo stesso giorno ByteDance, la società cinese che possiede anche TikTok, spegne le funzioni di compagnia sulla sua applicazione di chat Doubao, mentre Alibaba fa lo stesso sulla propria, Qwen. Vedere questi tre eventi cadere insieme ha fatto girare una storia sbagliata, quella di un regolatore che si sveglia due settimane dopo un fenomeno virale e corre ai ripari. Non è andata così. Le misure sono state pubblicate dalla Cyberspace Administration of China, l'autorità cinese che sorveglia internet, insieme ad altre quattro agenzie, il dieci aprile duemilaventisei, quasi tre mesi prima che l'u uno venisse lanciato. Il quindici luglio è soltanto il giorno in cui la norma comincia a valere, non il giorno in cui è nata. E in nessuna delle fonti c'è scritto che sia stata scritta pensando a quel robot. C'è un dettaglio che pesa più di tutti gli altri. Prima il racconto che si è imposto, una norma pensata per servizi che girano su un telefono o un computer, cioè software. Poi il fatto che non ci sta dentro, l'u uno è un corpo, un oggetto fisico che sta nel mondo, e nessun documento ufficiale ha mai stabilito che quella regola lo riguardi. Quello che la norma fa per davvero non è vietare l'affetto artificiale, gli traccia un confine attorno. Vieta di offrire relazioni intime virtuali ai minorenni. Impone di verificare l'età di chi usa il servizio. Prevede una modalità protetta per i più giovani. Chiede il consenso di un genitore per chi ha meno di quattordici anni. Obbliga le aziende a mettere in campo meccanismi contro la dipendenza, e a intervenire quando qualcuno attraversa una crisi vera. Esclude invece dal proprio raggio gli assistenti che aiutano nel lavoro, il servizio clienti, l'insegnamento. E sopra i diciotto anni, scrive la testata tecnologica TechNode, le stesse autorità che hanno firmato la norma trattano la compagnia emotiva come una direzione da assecondare, non da fermare. Un oggetto pensato per la compagnia emotiva di un adulto sta esattamente dentro quel confine. Non fuori. Che cosa succede quando un compagno artificiale viene spento, lo si è visto proprio quel giorno. Su Doubao erano stati creati più di otto milioni di personaggi virtuali, più o meno quanti abitanti ha la Svizzera intera. Un'altra piattaforma della stessa area, Xingye, contava quasi centocinquanta milioni di utenti, più della popolazione della Russia. Una cifra diversa, oltre cinquecento milioni di utenti colpiti, ha girato molto in quei giorni, non compare in nessuna delle fonti originali che raccontano la vicenda. La testata Rest of World l'ha raccontata come una rottura di massa, legami costruiti dentro un'applicazione, finiti tutti insieme, alla stessa data, senza preavviso per chi li viveva. Ed è qui che la storia riguarda anche chi non vivrà mai a Shenzhen. La prima regola scritta al mondo sull'affetto artificiale non ha colpito un settore, ne ha tracciato i confini. E li ha tracciati attorno al software, proprio mentre la scommessa industriale si spostava altrove, dentro un corpo.
L'attesa batte l'evento
L'otto giugno duemilaventisei, tre settimane prima del lancio, il titolo della società di robotica Ubtech sale alla borsa di Hong Kong fino all'otto virgola tre per cento e tocca centoventuno dollari di Hong Kong e trenta centesimi, il massimo di più di una settimana, mentre tutte le altre aziende di intelligenza artificiale quotate quel giorno scendevano. A muoverlo non erano i robot consegnati, perché non ce n'era ancora uno fuori dalla fabbrica. Erano le notizie sulle prenotazioni. Quel livello, dopo, non si è più rivisto. Il trenta giugno il titolo tocca durante la giornata un più diciassette per cento, poi richiude a più sette virgola quarantotto per cento, fra un momento e l'altro di quella stessa giornata il mercato ha cambiato idea due volte, e nessuno fuori dalla sala operativa sa dire esattamente a che ora. All'inizio di luglio è già sceso a centodue dollari di Hong Kong e ottanta centesimi. E poi arriva il giorno che avrebbe dovuto essere quello della conferma, il venticinque luglio, quando Ubtech comincia davvero a consegnare i primi esemplari del suo robot di casa, chiamato semplicemente uno. Sulla piazza di Francoforte, quel giorno, il titolo perde il cinque virgola sessantanove per cento e chiude a otto euro e settantasette centesimi, il punto più basso in un anno, e un meno trentanove per cento dall'inizio dell'anno. Diciotto giorni prima, la sera del lancio, quando ancora nessuno aveva ricevuto nulla, lo stesso titolo a Francoforte valeva undici euro e ottanta centesimi. Fate il conto con me, il prezzo era più alto la sera in cui si prenotava una promessa, ed è più basso il giorno in cui quella promessa arriva davvero a casa di qualcuno. Chi in quelle settimane ha guardato il grafico di borsa e ci ha letto la conferma del successo, un titolo che sale, dunque il prodotto piace, aveva ragione per pochi giorni soltanto. Perché il giorno in cui i robot escono per davvero dalla fabbrica e vengono caricati su un furgone è, guarda caso, il giorno esatto in cui il mercato li prezza al minimo dell'intero anno. Non prima. Non durante l'attesa. Proprio quando l'attesa finisce.
Cinquantamila
Iubitech, l'azienda cinese di robot umanoidi, ha annunciato da sola un numero, senza che nessuno glielo chiedesse, entro il duemilaventisei vuole saper produrre, su scala industriale, cinquantamila robot bionici. Per capire cosa pesi davvero questa cifra, basta metterla accanto ad altre due che vengono dalla stessa storia. È quarantasei volte i robot umanoidi che la stessa azienda ha costruito in tutto il duemilaventicinque, millesettantanove in un anno intero. Ed è tre virgola sette volte le caparre, rimborsabili, non ordini fermi, raccolte nel solo giorno del lancio del suo robot pensato per fare compagnia. Fra tutte le cifre di questa storia, è l'unica che a fine anno non lascia scampo, o sarà stata raggiunta, o no. Da qui in avanti ci sono due strade, e conviene guardarle entrambe fino in fondo. Nella prima, Iubitech mantiene la promessa. Un'azienda che nel duemilaventiquattro produceva appena tre unità avrà costruito, in due anni, il primo mercato di massa al mondo per corpi artificiali venduti non per lavorare al posto di qualcuno, ma per tenere compagnia. Lo farà dentro un perimetro di regole che uno Stato aveva scritto prima ancora che il prodotto esistesse, regole che parlano del programma che anima questi corpi, e non dicono nulla del corpo in sé. Nella seconda strada, la produzione non arriva a cinquantamila. Allora i depositi versati da chi ha prenotato, tremila yuan a testa, rimborsabili, tornano indietro, il ricavo che sembrava già scritto non si materializza mai, e resta un'azienda che ha incassato caparre su una capacità che non aveva. In borsa qualcuno sta già scommettendo su questa seconda ipotesi, da quando la promessa è stata fatta, il titolo ha perso trentanove virgola zero nove per cento, chi vi aveva messo diecimila unità della propria moneta oggi, sulla carta, ne ha in mano poco più di seimila. In mezzo a queste due strade, però, ci sono persone vere, ed è su di loro che il peso ricade per primo. C'è chi ha messo quattrocentoquaranta dollari su una prenotazione senza sapere quanto sarebbe costato il robot alla fine. C'è chi lo comprerà davvero per non restare solo, e dovrà ricordarsi di metterlo in carica ogni due o tre ore. C'è chi, in Cina, il quindici luglio si è visto spegnere all'improvviso la voce che fino a quel momento gli rispondeva dal telefono. E c'è chi guarda ancora il video di un valzer ballato il trenta giugno e continua a credere che quella fosse una macchina che aveva imparato a muoversi da sola. Il fatto, spogliato di tutto il resto, è più semplice della storia che se n'è fatta intorno, in un pomeriggio, a Shenzhen, tredicimila fra persone e istituzioni hanno versato una caparra, non firmato un ordine, su un'idea di compagnia, prima di conoscerne il prezzo, e prima che qualcuno l'avesse mai vista camminare da sola.
Undicimila caparre prima del prezzo
Il 30 giugno 2026, a Shenzhen, quando Zhou Jian sale sul palco del Global Launch Event per dire quanto costa il robot, più di undicimila persone lo hanno già prenotato.
Hanno versato 3.000 yuan a testa, circa 440 dollari, rimborsabili, per entrare in una lista. Non sanno ancora se l'oggetto che stanno aspettando costa quanto un'utilitaria o quanto un appartamento: quando i prezzi arrivano, la forbice fra il modello più economico e quello di punta è di otto volte. La caparra è il 2,5% del prezzo del primo e lo 0,30% del secondo — due ordini di grandezza sotto l'acquisto che dichiara.
Poi i prezzi. La serie UWORLD U1 ha tre modelli: il Lite, un mezzo busto che sta fermo, 119.800 yuan; il Pro, corpo intero, 169.800; l'Ultra, ad alta dinamica, 990.000 nella versione maschile e 880.000 in quella femminile. È il primo prodotto di un sotto-marchio consumer che UBTECH crea per l'occasione, e il comunicato lo chiama «il primo robot umanoide ultra-bionico a grandezza naturale prodotto in serie al mondo».
Sul palco, l'U1 balla un valzer con una ballerina umana. New Atlas, che era in sala, scrive che «niente in quella scena sembrava particolarmente dinamico — si muovevano lentamente e in modo un po' innaturale», e annota che nessuno dei modelli mostrati ha dimostrato di camminare in autonomia.
A fine giornata le prenotazioni sono 13.361. Il titolo, quotato a Hong Kong, tocca il +17% durante le contrattazioni e chiude a +7,48%. A Francoforte guadagna il 12,38% e arriva a 11,80 euro.
Niente faccende, solo compagnia
La classificazione ufficiale del prodotto è «Adult Emotional Companionship Device», dispositivo di compagnia emotiva per adulti, e la formula con cui viene venduto è «no housework, only companionship»: niente lavori domestici, solo compagnia.
Questo rende singolare l'argomento con cui il fondatore difende il prezzo. «Se un robot può svolgere le faccende domestiche, offrire compagnia emotiva e avere un aspetto gradevole, allora un prezzo di 100.000-200.000 non è troppo caro»: tre condizioni, e la prima il prodotto non la soddisfa per dichiarazione dell'azienda stessa. La forbice citata, poi, copre il Lite e il Pro — l'Ultra sta cinque volte più in alto.
Il responsabile del marchio è andato oltre: la compagnia uomo-robot, ha detto, è «il primo scenario di domanda rigida nella storia umana con valore emotivo illimitato». È una frase che sposta il terreno su cui l'azienda si fa giudicare: se il mercato non è domanda rigidanel linguaggio commerciale cinese, un bisogno che si compra comunque, come la casa o l'istruzione, perché non si può rimandare, nessuna ingegneria lo salva.
Sull'ingegneria, intanto, il dato più contestato è la batteria: fra due ricariche l'U1 regge dalle due alle quattro ore. Il 6 luglio UBTECH risponde alle critiche dicendo che è «attualmente tipico per i robot umanoidi a grandezza naturale in tutto il settore», e nessuna fonte la smentisce. Resta che un compagno comprato per non stare soli è disponibile al massimo per un sesto della giornata.
Cosa si compra, allora, a ciascun prezzo: a 119.800 yuan un busto che non cammina; a 169.800 un corpo intero sulla cui camminata autonoma le schede tecniche si contraddicono — l'enciclopedia Baidu la esclude, il catalogo humanoid.guide la indica su pavimenti piani, con scale e terreni irregolari fuori; solo l'Ultra attraversa una stanza da solo. Il 6 luglio l'azienda chiarisce anche il resto: le macchine «non sono fidanzati, fidanzate o partner», l'acquisto è riservato agli adulti e le capacità non si estendono ai rapporti intimi.
I quattro prezzi di listino della serie UWORLD U1, in yuan
gamma97Centodiecimila yuan di differenza fra due corpi
L'Ultra maschile costa 990.000 yuan, l'Ultra femminile 880.000. Stessa gamma, stessa funzione dichiarata, 110.000 yuan di distanza: quasi il prezzo intero di un U1 Lite.
La polemica sul sessismo è nata lì e la stampa finanziaria l'ha registrata come fatto di mercato, mettendola nel titolo accanto al numero delle prenotazioni. UBTECH non ha spiegato pubblicamente da dove venga quella differenza, e nel materiale disponibile non risulta una risposta aziendale.
È il punto in cui il prodotto smette di essere una scommessa industriale e diventa un listino che attribuisce due valori diversi a due corpi. Chi compra un Ultra sceglie anche questo, e lo paga o lo risparmia.
Che cosa misurano davvero 13.361 prenotazioni
Il confronto che ha fatto il giro del mondo è aritmeticamente vero: il 31 marzo 2026 UBTECH aveva depositato alla borsa di Hong Kong i conti del 2025, con 1.079 umanoidi a grandezza naturale venduti in dodici mesi; tre mesi dopo ne prenota 13.361 in un pomeriggio.
Ma quei 1.079 non sono l'anno normale da cui si salta. Sono già una crescita del 35.866,7% sull'anno prima, il che implica una base 2024 di circa tre unità. Il 2025 era il primo anno a quattro cifre della piattaforma, ed era ancora un anno in perdita — perdite ridotte del 32%, ma perdite. Il salto raccontato è in realtà il secondo salto consecutivo di ordine di grandezza, e nessuno dei due è finora arrivato all'utile.
Poi c'è che cosa sono le 13.361. Non ordini confermati: caparre rimborsabili da 3.000 yuan, versate per l'82% prima che i prezzi esistessero. Chi le ha versate stava comprando l'idea, perché il rapporto fra prezzo e prestazioni non era ancora un'informazione disponibile.
E c'è chi le ha versate. Secondo New Atlas la maggior parte degli ordini di quel giorno viene da sale espositive e da programmi di acquisto pubblici: vetrine, enti, conformità a una direzione industriale che lo Stato incoraggia. Non famiglie sole. UBTECH non ha mai pubblicato la ripartizione, ed è il singolo numero che deciderebbe di che cosa parla questa vicenda — se di solitudine domestica o di appalti.
I critici sollevano due obiezioni separate, e vale la pena tenerle distinte. La prima è che un deposito restituibile non è un ricavo. La seconda è che, anche se tutti pagassero, UBTECH non ha mai costruito niente di simile a quella scala.
La solitudine che il prodotto evoca e quella che compra
Il racconto intorno all'U1 poggia su tre bacini di numeri cinesi, e sono numeri veri. Al censimento del 2020 le persone dai 60 anni in su erano 264,02 milioni, il 18,70% della popolazione: quasi uno su cinque. Un'indagine congiunta di più ministeri ha misurato che nel 2021 il 59,7% degli anziani viveva da solo o con il solo coniuge, contro il 49,3% del 2010 — in undici anni da meno della metà a quasi tre su cinque. Il Ministero degli Affari Civili proiettava per il 2021 92 milioni di persone che vivono sole, da 77 milioni nel 2018.
Quei tre bacini si sovrappongono, non si sommano. E soprattutto non sono la platea del prodotto.
Il 15 aprile 2026 il Tencent Research Institute ha pubblicato il sondaggio T-ask su 2.903 cittadini fra i 18 e i 40 anni. Il 98,8% aveva usato un'IA. Il 78,4% ha detto di aver sentito che l'IA «lo capiva» — che è un'altra cosa dalla dipendenza, e infatti la dipendenza abituale o regolare la dichiara il 23,4%. Il 56,0% preferisce confidare un pensiero difficile a un'IA piuttosto che a una persona, contro il 14,4% che sceglie la persona: quasi quattro a uno. Sono gli autori stessi a dire che il campione non è rappresentativo — urbano, l'88% con istruzione universitaria o superiore, il 69,5% fra i 18 e i 32 anni. Fotografa i nativi digitali delle città, non la Cina. E gli anziani, dal campione, sono esclusi per costruzione.
Il rapporto CNNIC di febbraio 2026 dice la stessa cosa dall'altro lato: 602 milioni di utenti di IA generativa a fine 2025, e tre quarti hanno meno di quarant'anni.
Chi ha commentato l'U1 su Weibo e Xiaohongshu apparteneva a quel mondo lì, e lo ha descritto come una valvola di sfogo dall'attrito delle relazioni umane. Gli anziani che il prodotto evoca sono esattamente quelli che non lo ricevono: l'unico modello che cammina da solo per casa costa 990.000 yuan.
La regola era già scritta prima del lancio
Il 15 luglio 2026 succedono tre cose lo stesso giorno. Chiude la prevendita dell'U1. Entrano in vigore le Interim Measures«Misure provvisorie per l'amministrazione dei servizi di interazione IA antropomorfa», il primo corpo di regole al mondo pensato specificamente per le intelligenze artificiali che simulano un rapporto affettivo. E ByteDance disattiva le funzioni di compagnia su Doubao mentre Alibaba fa lo stesso su Qwen.
La coincidenza ha prodotto una storia sbagliata: il regolatore che reagisce due settimane dopo al fenomeno virale. Non è andata così. Le Interim Measures sono state pubblicate il 10 aprile 2026 dalla Cyberspace Administration of China insieme ad altre quattro agenzie, quasi tre mesi prima del lancio dell'U1. Il 15 luglio è la data di efficacia, non di nascita. E nessuna fonte collega la norma al robot.
C'è di più, ed è la parte che conta. La norma regola servizi software. L'U1 è un oggetto fisico, e nessuno ha stabilito che ci rientri. Quello che la norma fa davvero non è vietare l'affetto artificiale: lo perimetra. Vieta l'offerta di relazioni intime virtuali ai minori, impone la verifica dell'età, una modalità protetta per i più giovani, il consenso del tutore per gli under 14, meccanismi contro la dipendenza e l'intervento nelle situazioni di crisi. Esclude dal campo gli assistenti di lavoro, il servizio clienti e l'istruzione. Sopra i diciott'anni, la direzione della compagnia emotiva risulta — è TechNode a scriverlo — avallata dalle autorità cinesi.
Un dispositivo di compagnia emotiva per adulti sta esattamente dentro quel perimetro.
Che cosa succede quando un compagno artificiale viene spento lo si è visto proprio quel giorno. Su Doubao erano stati creati oltre 8 milioni di agenti IA, la piattaforma Xingye contava quasi 150 milioni di utenti; la cifra di «oltre 500 milioni di utenti colpiti» che ha circolato non compare in nessuna delle pagine sorgente. Rest of World l'ha raccontata come una rottura di massa: legami costruiti dentro le app, terminati in blocco a una data fissa.
Questa è la parte trasferibile, e riguarda anche chi vive lontano da Shenzhen. La prima regolamentazione dell'affetto artificiale non ha colpito un settore, ne ha disegnato i confini — e li ha disegnati intorno al software, mentre la scommessa industriale si spostava sul corpo.
La norma arriva prima del prodotto
gamma97Il picco dell'attesa ha battuto il picco dell'evento
L'8 giugno 2026, tre settimane prima del lancio, il titolo UBTECH sale fino all'8,3% a Hong Kong e tocca HK$121,30, massimo di oltre una settimana, mentre il resto del comparto dell'intelligenza artificiale scendeva. A muoverlo erano le notizie sulla prevendita.
Quel livello, dopo, non è più stato raggiunto. Il 30 giugno il titolo arriva al +17% durante le contrattazioni e chiude a +7,48%: fra un momento e l'altro della giornata il mercato ha cambiato idea, e la serie infragiornaliera che direbbe esattamente quando non è pubblica. All'inizio di luglio il titolo è a HK$102,8.
Il 25 luglio, intorno all'avvio delle consegne, perde il 5,69% e chiude a Francoforte a 8,77 euro: nuovo minimo di 52 settimane, e -39,09% dall'inizio dell'anno. Diciotto giorni prima, la sera del lancio, sulla stessa piazza valeva 11,80 euro.
Chi ha usato l'andamento del titolo come conferma del successo aveva ragione per pochi giorni. Il giorno in cui i robot cominciano davvero a uscire dalla fabbrica è il giorno in cui il mercato li prezza al minimo dell'anno.
Cinquantamila
C'è un numero che rende tutto il resto verificabile, e UBTECH lo ha detto da sé: per il 2026 l'obiettivo è una capacità produttiva su scala di 50.000 robot bionici.
Sono 46 volte i 1.079 umanoidi costruiti in tutto il 2025, e 3,7 volte le prenotazioni raccolte il giorno del lancio. È l'unica cifra dichiarata che, a fine anno, o c'è o non c'è.
Da lì in avanti le strade sono due, e si vedono già chi le percorre. Se UBTECH consegna, un'azienda che partiva da circa tre unità nel 2024 avrà costruito in due anni il primo mercato di massa di corpi artificiali venduti per fare compagnia — dentro un perimetro normativo che uno Stato ha disegnato prima ancora che il prodotto esistesse, e che lascia l'hardware fuori. Se non consegna, le caparre da 3.000 yuan tornano indietro, il ricavo non si materializza mai, e resterà un'azienda che ha incassato depositi su una capacità che non aveva: il titolo, con il suo -39,09%, questa seconda ipotesi la sta già scontando.
In mezzo ci sono le persone che aspettano. Chi ha impegnato 440 dollari senza sapere il prezzo. Chi lo comprerà per non stare solo e dovrà metterlo in carica ogni due o tre ore. Chi, in Cina, si è visto spegnere il 15 luglio la voce che gli rispondeva dal telefono. E chi ancora crede che il valzer lento del 30 giugno fosse una macchina che ha imparato a ballare.
Il fatto nudo è più semplice di come è stato raccontato: in un pomeriggio a Shenzhen, tredicimila persone e istituzioni hanno messo dei soldi su un'idea di compagnia, prima di sapere quanto costasse e prima che qualcuno l'avesse vista camminare da sola.
Riferimenti
- 'World's 1st mass-produced humanoid robot' motors to market in China — https://newatlas.com/robotics/u1-worlds-first-mass-produced-humanoid-robot/
- UBTECH Robotics, risultati annuali 2025 depositati su HKEXnews il 31 marzo 2026 — https://www.hkexnews.hk/
- UBTECH humanoid revenue jumps in 2025 (1.079 unità, +35.866,7%) — https://www.moomoo.com/news/post/67702762
- China introduces rules for AI companion services (analisi delle Interim Measures) — https://www.lw.com/en/insights/china-introduces-rules-for-ai-companion
- China CAC Interim Measures on anthropomorphic AI, 10 aprile 2026 — https://licentium.io/post/china-cac-interim-measures-anthropomorphic-ai-10-april
- Sondaggio T-ask del Tencent Research Institute, 15 aprile 2026 — https://news.qq.com/rain/a/20260415A06HD800
- Ripresa del sondaggio T-ask su 36Kr — https://36kr.com/p/3767898633519622
- China's UBTECH Robotics rallies on UWORLD pre-orders, 8 giugno 2026 — https://www.investing.com/news/stock-market-news/chinas-ubtech-robotics-rallies-
- 13,361 Pre-Orders for U1 Humanoid but a sexism row and… — https://www.ad-hoc-news.de/69690533
- UBTECH al minimo di 52 settimane, 25 luglio 2026 — https://www.ad-hoc-news.de/69865266
- UBTECH says full-size humanoid robots typically run for only two to four hours, 6 luglio 2026 — https://technode.com/2026/07/06/ubtech-says-full-size-humanoid-robots-typically-
- UBTECH U1 companion robot, cronaca del lancio — https://www.hellochinatech.com/p/ubtech-u1-companion-robot
- UBTECH punta a 50.000 robot bionici nel 2026 — https://www.globaltimes.cn/page/202607/1364956.shtml
- China AI boyfriend ban — ByteDance Doubao — https://restofworld.org/2026/china-ai-boyfriend-ban-bytedance-doubao
- China AI companion crackdown, cifre di piattaforma — https://roboaidigest.com/posts/2026-07-07-china-ai-companion-crackdown
- Comunicato del VII censimento nazionale, 10 maggio 2021 (264,02 milioni di over 60) — https://www.stats.gov.cn/english/PressRelease/202105/t20210510_1817185.html
- Indagine ministeriale sugli anziani in condizione di empty nest, 23 ottobre 2024 — https://english.www.gov.cn/news/202410/23/content_WS67186617c6d0868f4e8ec328.htm
- Ministero degli Affari Civili, proiezione sulle persone che vivono sole, 13 luglio 2021 — https://global.chinadaily.com.cn/a/202107/13/WS60ecf236a310efa1bd6616f9.html
- 57° rapporto statistico CNNIC sullo sviluppo di internet in Cina, febbraio 2026 — https://www.cnnic.com.cn/IDR/ReportDownloads/202505/P020250514564119130448.pdf
- Scheda UBTECH U1 Series su Baidu Baike — https://baike.baidu.com/en/item/UBTECH%20U1%20Series
- Scheda tecnica U1 Pro su humanoid.guide — https://humanoid.guide/product/u1-pro
- Cronaca del lancio UWORLD U1 — https://mikekalil.com/blog/ubtech-uworld-u1-launch